Non sono in Messico, ma vale comunque la pena di raccontare le mie esperienze di viaggio…
Atterrati domenica a Casablanca. Ieri ci siamo alzati tardi, tanto per cambiare…
In mattinata siamo andati al mercato insieme a Sarah, un’amica che vive qui da 6 mesi. Ad un certo punto siamo arrivati nella sezione dei macellai: grandi teste di dromedario con qualche foglia di insalata in bocca mi guardavano attraverso gli occhioni ormai vuoti. Mi ha fatto un certo che, confesso. Sarah si è avviata decisa verso uno dei banchetti e ha comprato 600g di macinato di dromedario. In un altro banchetto su cui si potevano osservare in bella mostra montagne di olive ne abbiamo comprate un po’ di condite con delle erbe.
Dopo poco eccoci seduti al tavolo di una specie di ristorante aspettando che ci portassero il NOSTRO dromedario cucinato insieme a un po’ di pomodori e cipolle alla griglia. Il tutto si mangia senza posate, con il pane. La carne del dromedario ha un sapore forte, leggermente dolce, un po’ “selvatico”, non so se la mangerei tutti i giorni, ma devo dire che mi piace. Il nostro pranzo è accompagnato da te alla menta, caldissimo e dolcissimo. Il signore che ce lo serve vuole darlo ad Arturo, l’unico uomo che ci accompagna, perché, si sa, sono gli uomini che servono il tè.
Finito il nostro pranzetto a base di dromedario ci siamo addentrati per la parte del mercato dedicata a pozioni e magie. Sui banchetti si susseguono erbe fresche e secche, gabbie piene di tartarughe di terra, pelli di animali vari, tra cui istrici. Mi ricorda un po’ la sezione analoga del mercado de Sonora di città del Messico, solo qui tutti parlano la variante locale dell’arabo e io non capisco niente, ovviamente.
Alla sera à arrivato uno dei momenti più belli della giornata: io e Sarah ce ne siamo andate all’hammam (il bagno), un’esperienza davvero interessante. Distribuiti nelle due stanze che compongono il bagno, gruppetti di donne chiacchierano, si insaponano a vicenda e si strofinano il corpo l’un l’altra con guanti ruvidi. Altre se ne stanno sedute a chiacchierare nell’altra stanza, piena di vapore.
Accovacciate di fronte a lavandini da cui esce acqua caldissima, le donne si danno varie passate di sapone e di shampoo, si pettinano, si massaggiano, le mamme lavano le bambine, che un po’ piangono e un po’ giocano con l’acqua. Questa vicinanza di corpi quasi completamente nudi, la condivisione di gesti così intimi, sono per me una cosa nuova. Non capisco di cosa parlino le donne nel bagno, ma me lo immagino e poi Sarah me lo conferma: nei bagni si parla di uomini. Alla fine del bagno, prima di vestirsi, ci si cosparge il corpo con olio di argan.
Dopo il bagno io e Sarah siamo andate a bere un tè alla menta e poi a casa. Me ne vado a letto pensando a queste donne, che per strada girano velate e nascondono i loro corpi con vestiti lunghi e informi, ma che dedicano, ai loro corpi nascosti tante attenzioni e cure, e in fondo, curare il proprio corpo insieme alle amiche e alle parenti, chiacchierare in uno spazio così esclusivo, è anche un modo per curare lo spirito.
Bello questo resoconto di Casablanca. Ho cercato l’ hammam l’anno scorso ad Ankara ma ho trovato solo una cosa blanda. Speravo in un massaggio energico. Buone feste! Roberto