È arrivata anche sui media italiani la notizia dell’attacco avvenuto ieri contro un casinó nella città di Monterrey, nello stato messicano di Nuevo León.
Il locale è stato cosparso di benzina e incendiato, il bilancio attuale è di 53 morti e una decina di feriti. Monterrey era già da alcuni anni uno dei principali teatri degli scontri tra diversi cartelli del narcotraffico e di questi con le forze dell’ordine. Chi ha potuto permetterselo ha lasciato da tempo una città ormai pressoché invivibile, in cui le arterie stradali vengono bloccate dai narcotrafficanti, in cui non si può più uscire la sera e si deve avere paura di tutto. Nonostante questo, la violenza diffusa che si viva in questa città, rimaneva comunque nel contesto degli scontri dei narcotrafficanti tra di loro e con le forze dell’ordine.
L’attacco al casinó segnala il passaggio a un nuovo livello di scontro. Quest’atto di terrorismo è l’ennesima dimostrazione, la più chiara, del fatto che il Messico si trova ormai sul bordo dell’ingovernabilità. Il discorso ufficiale del governo messicano continua a mantenere toni trionfalistici che ormai, di fronte alla realtà dei fatti, suonano ridicoli.
Per riuscire a mantenere un minimo di credibilità il governo messicano dovrà riuscire a fornire, ai cittadini messicani e alle altre nazioni, risposte chiare e inequivocabili sulla marea di dubbi che si apre di fronte al nuovo scenario. Sarà una impresa difficile.