Un anno fa scrivevo dell’anniversario della cosiddetta “tragedia dell’asilo ABC”, in cui sono morti decine di bambini a causa di un incendio. (il post corrispondente si trova qui)
Da all’ora poco o nulla è cambiato: i genitori e i bambini non hanno avuto giustizia, l’insabbiamento del caso continua, e la politica istituzionale ha ormai smesso di parlarne.
Per fortuna i genitori delle piccole vittime non si sono dati per vinti, e anche se ormai molti sembrano aver perso fiducia nell’istituzioni che dovrebbero impartire la giustizia, non hanno smesso di cercare.
Domenica scorsa nello Zócalo, il cuore della politica istituzionale, la piazza di fronte al palazzo nazionale, le associazioni dei genitori hanno deciso di fare un processo allo stato messicano e alle diverse istanze coinvolte nella tragedia.
Emilio Álvarez Icaza, ex presidente della commissione per i diritti umani di città del Messico è stato il giudice di questo processo. Sono state invitate anche le autorità messicane a cui, non essendosi presentate, è stato assegnato un avvocato d’ufficio. Il giurato era composto da cittadini comuni, e sono stati invitati una grande quantità di testimoni e persone informate dei fatti.
C’erano alcuni invitati illustri, come Javier Sicilia, che sta capeggiando un importante movimento contro la violenza che vive il pase (a questo proposito può consultare il post anteriore), e alcuni analisti e intellettuali.
Tutta la società civile era invitata a partecipare al processo.
Lo stato messicano e le sue istituzioni sono stati giudicati colpevoli di omissione, negligenza, e insabbiamento del caso, è anche stata stabilita la responsabilità precisa degli amministratori dell’asilo per l’incendio.
Ovviamente questo processo non ha nessun valore legale, si tratta solo di una manifestazione cittadina, eppure, è interessante vedere come cittadini che si sono sentiti colpiti dal governo abbiano deciso di fare questo esercizio di giustizia, di portare davanti a tutti, in modo pubblico e aperto, le loro ragioni. Probabilmente questa manifestazione non ha commosso le alte sfere della politica, ma sicuramente ha coinvolto una gran quantità di società civile, di cittadine e cittadini ormai stanchi di sentirsi difesi e inascoltati.
Queste manifestazioni, così come la marcia per la pace e la giustizia di qualche settimana fa, sono il segno che qualcosa, nella società messicana, si sta finalmente muovendo. Non resta che sperare…