La settimana scorsa mi sono presa una vacanza e ho scoperto un piccolo paradiso: il villaggio di Mazunte sulla costa dello stato di Oaxaca.
Spiaggia dorata, mare splendido, atmosfera rilassata. Era proprio quello che mi ci voleva, ma non è solo questo che fa di Mazunte un posto speciale…
Negli anni’70 e ’80 questo piccolo villaggio era il principale centro di sfruttamento delle tartarughe marine: si commerciavano la carne, le uova, il guscio… esisteva un apposito macello per tartarughe dove venivano uccise in media 1000 (mille!) tartarughe ogni giorno.
All’inizio degli anni ’90, quando erano sull’orlo dell’estinzione, il governo messicano ha proibito la pesca di tartarughe marine e il destino degli abitanti di Mazunte sarebbe stato quello dell’emigrazione verso le grandi città del Messico o degli Usa. Per fortuna però gli abitanti hanno trovato un altro modo per vivere senza dover lasciare la loro comunità.
Il governo messicano ha deciso di creare proprio li, nel luogo in cui una volta venivano cacciate, il centro mexicano de la tortuga che si dedica alla ricerca e alla protezione di questi rettili e oggi è uno dei principali centri di tutta l’America latina.
Il centro coinvolge anche volontari che vengono da fuori e abitanti della comunità nella difesa e protezione delle tartarughe.
Le attività comprendono la ricerca scientifica sulle tartarughe e azioni di protezione come la ricerca e cura dei nidi, la liberazione delle tartarughe (alcune appena nate, altre di alcune settimane), la cura di tartarughe in difficoltà e di quelle che vengono sequestrate dalle autorità.
Oltre a questo, il centro fa un grande lavoro di sensibilizzazione con la comunità locale e i turisti. Oggi tutti gli abitanti della comunità sono chiamati a partecipare, in certa misura, nella difesa delle tartarughe. I padroni dei ristorantini che si affacciano sulla spiaggia si prendono cura di alcuni dei nidi che trovano, offrono gli spazi e le attenzioni necessarie allo sviluppo delle uova. I guidatori e i proprietari delle lance che portano i turisti al largo a vedere balene, tartarughe e delfini si impegnano anche a pattugliare le acque per difenderle dai pescatori di frodo.
Durante il mio soggiorno mi è capitato di partecipare a due “liberazioni” di tartarughine appena nate. La gente si riunisce sul bagnasciuga, ciascuno riceve una piccola tartaruga che sarà liberata sulla spiaggia e poi si rimane ad aspettare fino a quando l’animaletto riesce a prendere il largo tra le onde. È un piccolo gesto che riesce a riempire di emozione e a far sentire turisti e locali coinvolti nella difesa di questi animali.
La trasformazione in positivo di Mazunte però non finisce qui: grazie ad alcune fondazioni è stata creata una cooperativa di donne che producono cosmetici naturali. Le materie prime provengono principalmente dalla regione e i prodotti non sono testati sugli animali. La comunità si è data delle regole precise sulla costruzione di nuovi edifici, che devono essere sempre il più possibile costruiti con materiali sostenibili e provenienti dalla zona, non si possono fare costruzioni troppo grandi o alte, che siano invasive per il territorio.
Poco lontano da Mazunte, a Ventanilla, un’altra cooperativa si prende cura di una zona di mangrovie abitata da coccodrilli, iguane, e varie specie di uccelli. La cooperativa porta avanti progetti di riforestazione delle mangrovie, protegge quelle che già ci sono e le forme di vita che le abitano. In più si prende cura di alcuni animali selvatici che le autorità hanno sequestrato a privati e che adesso non sono più in grado di vivere nella natura. Anche sulla spiaggia di Ventanilla arrivano le tartarughe a depositare le uova e la protezione dei nidi e la liberazione delle tartarughe è un’altra attività importante della cooperativa.
Da principale luogo di pesca a centro di difesa delle tartarughe marine, il percorso di Mazunte è la dimostrazione del fatto che uno sviluppo sostenibile è possibile, che un tipo di turismo “gentile” e non distruttivo, a basso impatto ambientale, riesce comunque a garantire alla comunità entrate sufficienti, che la protezione de la difesa delle ricchezze naturali può convertirsi in una risorsa importantissima per le comunità.
